NO al turismo di massa

Turismo circolare,
verso un impatto zero

Anche nel turismo, beni, mezzi di trasporto e persino servizi dovranno essere progettati per ridurre al minimo le risorse necessarie e per durare nel tempo.

Con servizi e prodotti riutilizzabili, riciclabili o riparabili, di fatto sarà come prendere in prestito le risorse per utilizzarle e restituirle in forma diversa.

STRATEGIE PER IL TURISMO

SIMTUR accompagna i territori nella definizione di destinazioni turistiche omogenee

strategie per il turismo
L’approccio SIMTUR al turismo circolare nelle destinazioni

Quando la sostenibilità è un’attitudine

Negli scorsi decenni, il trasporto delle merci e delle persone – compreso il turismo – è stato uno dei punti focali più discussi nei media a causa del suo legame diretto con l’impiego di energie ricavate dal carbone e dal petrolio, con pesante impatto sui cambiamenti climatici. Dopo la dichiarazione di pandemia, con le misure imposte a tutta la popolazione mondiale per contenere gli agenti virali, la mobilità è apparsa come uno dei settori più colpiti, ma anche uno tra i più reattivi e strategici in direzione della ripresa: numerose città di tutto il mondo hanno iniziato ad intervenire per rigenerare spazi pubblici e ridisegnare traiettorie per consentire alle persone di vivere e di muoversi in sicurezza. Con il timore che il trasporto pubblico potesse apparire come un’opzione meno sicura o scarsamente desiderabile, le progettualità sono andate nella direzione di favorire la mobilità attiva, a piedi e in bicicletta, così come raccomandato dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità.

In questa fase, l’approccio all’economia circolare è prezioso per definire azioni mirate a risultati di lungo periodo. Con l’affermarsi delle forme di mobilità condivisa (car sharing, car pooling, bike sharing, ecc.) e dei mezzi di “micromobilità” (segway, hoverboard, e-bike, ecc.), si va affermando uno scenario di “ecomobilità personale” che appare destinato a traghettare definitivamente tutti noi cittadini e consumatori oltre il criterio economico tradizionale “take/make/dispose”: certo dobbiamo ancora estrarre risorse, ma è chiaro che dovrà avvenire in misura minore e con maggiore rispetto per il Pianeta; certo dovremo continuare a produrre, ma seguendo indicatori diversi dalla crescita, più orientati alla sicurezza, al benessere e alla felicità; sicuramente dovremo ancora disporre dei beni e dei servizi, ma potremo farlo in modalità sempre più condivisa e collettiva.

Turismo circolare

Se poi si considera che alcune tra le destinazioni turistiche più attrattive coincidono con le aree più vulnerabili dal punto di vista ambientale, diventa di vitale importanza che vengano intraprese azioni capaci di consentire lo sviluppo del settore attraverso forme di produzione e di consumo sostenibili, riducendo al minimo l’uso delle materie prime e delle risorse chiave. Tale prospettiva richiede il coinvolgimento di tutte le parti che concorrono a comporre la destinazione e le sue interconnessioni: i governi, le aziende e i consumatori devono lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune: attuare un’economia etica, inclusiva, collaborativa e sostenibile.

Quando i turisti arrivano a destinazione, nella maggior parte dei casi hanno già prodotto una notevole impronta ambientale, che non scomparirà rapidamente, senza alcun legame apparente con le attività svolte durante la permanenza. Tuttavia, esiste un legame stretto tra economia circolare e viaggi. Si pensi alla natura stessa del percorso compiuto: la preparazione, il tragitto, la destinazione, i trasporti locali, il soggiorno, il consumo di risorse, la partecipazione ad attività locali e – al termine – il rientro a casa. Tutte le sette le fasi sono compatibili con l’economia circolare, con una responsabilità condivisa tra i turisti – che decidono dove andare, come viaggiare e cosa fare a destinazione – e gli operatori, che possono proporsi in modo circolare. Come? Accompagnando la transizione nella logica del servizio e dell’esperienza.

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