«Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura, che dona all’uomo il suo vero potere». Così scriveva Adriano Olivetti, la cui eredità culturale ha suggerito l’adozione del concetto di «piccole patrie» per provare a ridisegnare le mappe turistiche dell’Italia ripartendo dalle geografie minori e dalle esperienze di comunità.

Adriano Olivetti è l’imprenditore-politico che nel secondo dopoguerra ha immaginato la fabbricanon solo per dispensare profitti ma anche cultura e servizi, come cuore della comunità che realizzaun’autentica e concreta solidarietà, così forte da diventare la base di una nuova idea di Stato. Attorno a questo concetto si annodano le «piccole patrie»: una rete di piccole, governabili molecoleche convergano per gradi successivi in una nuova forma organizzativa del nostro essere Paese.Ma quali caratteristiche dovevano possedere?

«Concrete, visibili, tangibili, né troppo grandi né troppo piccole,territorialmente definite […], capaci di darea tutte le attività quell’indispensabile coordinamento, quell’efficienza,quel rispetto della personalità umana, della cultura e dell’arteche la civiltà dell’uomo ha realizzato nei suoi luoghi migliori»

Sentirsi comunità

piccole patrie

Le unità territoriali disegnate da Olivetti possiedonoil carattere della peculiare fisionomia culturale.È dunque questo l’attributo che individuauna località o un territorio come «piccola patria»:sentirsi comunità.Un obiettivo realizzabile a condizione di nutrirsidi quel senso di appartenenza che soltantole identità locali possono offrire: un sentimento divenuto forte in risposta alle dinamiche perverse della globalizzazione, che potrebbe diventareuno degli anticorpi contro i virus e le pandemie.
Non siamo in presenza di sentimenti antieuropeistio contrari all’unità nazionale – tutt’altro –ma di fronte a impulsi dell’anima, passioni, ardoried emozioni che il senso di comunità risveglia attorno all’ombra dei campanili:una pulsione identitaria che vuol essere vissuta come elemento di inclusione e di coesione,non certo come barriera.Una comunità coesa, che impara a nutrirsidel genius loci, è anche una comunità generosa, accessibile e ospitale.

SIMTUR si è resa persuasa che non sia un casose il sentimento di appartenenza è diventatonel tempo anche il più efficace (e il più longevo)dei brand territoriali: non esiste strumentodi marketing, marchio d’area o etichetta artificiale che possa superare la notorietà di un sostantivoche si apprende con il latte materno, di cui ci hanno narrato infinite storie i nostri padri e nonni.

Turismo 5.0

In questo tempo solo apparentemente immotova considerata l’improvvisa digitalizzazione, che ha profondamente cambiato sia la domanda che l’offerta: tutti i viaggiatori – anche quelli meno preparati e disponibili a cogliere le opportunità che la rete metteva a loro disposizione – hanno scoperto la semplicità e l’usabilità delle piattaforme digitali: non solo l’esplosione dello shopping online,del telelavoro e dello streaming video, ma anchela spesa alimentare quotidiana o la visita virtualedi un museo è diventata una pratica quotidiana.
Dal lato dell’offerta, un numero straordinariamente crescente di operatori ha iniziato a riconoscerel’importanza delle tecnologie di rete per migliorarele loro attività e la qualità delle performance.Anche chi non aveva accolto le sirene del turismo 4.0e delle sue lusinghe si è trovato proiettato dentroun nuovo habitat lavorativo, realizzato da nuovepiattaforme di condivisione.

Piace pensare sia un turismo 5.0: cogliere la sfida epocale di un ridisegno dei processi organizzativi dell’offerta territoriale attraverso la creazionedi ecosistemi integrati di servizi e di esperienze che coinvolgano i 5 sensi. E che ci aiutino a proiettare il Paese verso forme di turismo circolare.

Criteri di riconoscimento

piccole patrie - 5 criteri di riconoscimento

PRIMO CRITERIO
Non potendo investire oggi energie nel sostenere marchi d’area troppo fragili, occorre necessariamente ripartire da ambiti omogenei il cui sentiment sia già fortemente sviluppato. Meglio se sostantivato: sono “garganico”, sono “barbaricino”, sono “brianzolo”…

SECONDO CRITERIO
La presenza di un paesaggio, di un patrimonio immateriale o di un sito riconosciuto dall’UNESCO. Oppure la presenza di almeno una DOC – DOP – IGT – IGP che indichi determinate qualità geografiche.

TERZO CRITERIO
La notorietà sul mercato turistico. In altre parole: impossibile tenere fuori la Valle dei Templi anche se non possiede una comunità di identità. Fermo restando che le «piccole patrie» non possono essere individuate banalmente sulla base di parametri tradizionali – quali la spesa turistica, le statistiche delle presenze o il numero delle strutture ricettive.

QUARTO CRITERIO
Una selezione di natura operativa: è necessaria la presenza di un’esperienza di comunità che possa essere tradotta in un pacchetto turistico oggi stesso (o domani mattina) e sia possibile inserire in un catalogo, promuovere, vendere ed esperire.

QUINTO CRITERIO:VALORE ALLA FIDUCIA
Ogni «piccola patria» è una cellula indipendente e autonoma, che agisce sul territorio nella duplice direzione di contribuire da un lato alla salvaguardia dei talenti e dei patrimoni materiali e immateriali, dall’altra alla tessitura di percorsi di valorizzazione nel rispetto dei luoghi e delle persone.
Per questo motivo, SIMTUR riconosce per ciascuna realtà territoriale una figura di «fiduciario»:una persona con mansioni e responsabilità di controllo e di rappresentanza nei confronti della comunità che si candida a diventare «piccola patria». Il fiduciario mira a verificare le potenzialità locali in un quadro di conformità con il progetto nazionale, sostanzialmente motivata da una reale affinità elettiva e da uno sperimentato margine di garanzia nel disegno funzionale delle traiettorie che si andranno a individuare in modalità condivise.

Una nuova mappa delle “Meraviglie” e del turismo in Italia: SharryLand

SharryLand

Il partner tecnologico di SIMTUR per il Progetto «piccole patrie» è SharryLand, la “mappa delle meraviglie“: una piattaforma social digitale che consente a tutti e ciascuno di partecipare alla promozione dei patrimoni materiali e immateriali del Bel Paese.

L’obiettivo è dare valore al territorio, in particolare ai territori secondari che sono mete alternative rispetto alle città d’arte e alle tradizionali destinazioni turistiche e domenicali, e coinvolgere attivamente le persone creando una community basata sui principi di condivisione, partecipazione attiva, bene comune.

SharryLand persegue il suo obiettivo in molteplici modi tra cui: condividere e divulgare contenuti e informazioni reputati interessanti per l’Utente, mettere in contatto tra loro gli Utenti e valorizzare i loro saperi, proponendo iniziative che incentivano la partecipazione attiva e offrono servizi e strumenti per l’organizzazione del tempo libero.

Dal lato degli utenti, SharryLand consente di organizzare il proprio tempo libero e vacanze “su misura” potendo avvalersi di un portale web, di strumenti social e di una Mobile App che consente di esplorare le “Meraviglie” più vicine e conoscere persone interessanti.


Per meglio conoscere il progetto e attivarti, scarica il “KIT informativo” delle «piccole patri

Kit informativo «piccole patrie»

File compresso (ZIP) che contiene 3 PDF: "carta", presentazione e linee guida operative.
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