Dopo la pandemia cresce la voglia di viaggiare green

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8 Maggio 2022

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Tra i cambiamenti più significativi dovuti alla pandemia rientra certamente una maggiore sensibilità dei consumatori verso i temi ambientali, tradottasi anche in una maggiore domanda di viaggi ecosostenibili. Entrando in una nuova era, i viaggiatori iniziano a valutare con attenzione l’impatto ambientale delle loro scelte e ad assumersi così maggiori responsabilità.

Mentre il mondo riemerge dalla pandemia globale e affronta una serie di sfide a causa dell’incertezza geopolitica ed economica, per l’industria dei viaggi il nuovo mondo racchiude in sé anche opportunità, grazie al crescente numero di consumatori eco-consapevoli.

Allianz Partners ha collaborato con Foresight Factory, realtà globale che analizza le tendenze dei mercati, per esplorare i trend attuali e futuri che incidono sulle scelte di viaggio: tra i risultati più interessanti della ricerca, la tendenza a mettere il Pianeta al primo posto e a fare scelte più etiche, sostenibili ed ecologiche. Sei famiglie su dieci (60%), nella fascia di età 25/40 anni, affermano che presteranno maggiore attenzione all’impatto ambientale dei loro viaggi rispetto al periodo pre-pandemico.

Un dato che trova conferma anche nel nostro Paese, specie tra i millennials senza figli (26/40 anni): più della metà degli intervistati di questa fascia (52%) ha affermato che l’etica sarà un elemento importante delle proprie vacanze.
Inoltre, oltre 7 consumatori su 10 in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti affermano che se esistessero dei “filtri” con parametri di sostenibilità sui siti di viaggio sarebbero aiutati a fare scelte migliori e a vivere in modo più sostenibile.

Le questioni etiche pesano sempre più nelle scelte dei viaggiatori, tanto che oltre la metà (56%) delle famiglie di età compresa tra 25 e 40 anni intervistate intende viaggiare di meno in futuro, riducendo ulteriormente la propria impronta ambientale. Anche questo dato trova conferma in Italia, seppure in misura minore, specie tra millennials senza figli (26/40 anni), il 38% dei quali programma di ridurre i viaggi in futuro per impattare meno sull’ambiente. Emerge inoltre la tendenza allo “slow travel”, che identifica il viaggio stesso, spostamenti inclusi, come vacanza, promuovendo opzioni più sostenibili come il treno o mezzi quali camper e roulotte.

«La ripresa del turismo deve affrontare una nuova serie di sfide. La volatilità economica, i disordini geopolitici e l’aumento del costo della vita, insieme al desiderio di fare scelte sostenibili ed ecocompatibili, avranno tutti un impatto duraturo sul nostro settore», ha dichiarato Joe Mason, chief marketing officer – travel di Allianz Partners. «Stiamo aiutando i nostri clienti e partner a superare questi tempi difficili, trasformando l’assicurazione viaggio in una protezione completa end-to-end, ed è per questo che siamo entusiasti di ciò che riserva il futuro».

Contesto Macroeconomico

L’industria dei viaggi non è immune dalle prospettive economiche. Un altro argomento centrale del Summit è stato quello dell’impatto delle condizioni economiche sulla fiducia nei viaggi. Il luogo in cui le persone viaggiano, la durata del viaggio e la relativa spesa sono fattori direttamente influenzati dall’inflazione, dall’aumento dei costi energetici e da un aumento generale del costo della vita. Le famiglie stanno subendo l’impatto diretto dei disordini geopolitici e dei conseguenti problemi sulla catena di approvvigionamento, che causano gravi sconvolgimenti economici a causa dell’impennata dei prezzi del gas e dei generi alimentari.
Tutto questo sta avendo un effetto a cascata sull’industria del turismo, sul costo dei viaggi, e in particolare sui voli a lungo raggio, che stanno diventando sempre più costosi. E sta incidendo anche sui costi di hotel e ristoranti, che potrebbero trasferire questi aumenti ai consumatori. In definitiva, il rischio è che i viaggi di piacere non siano più visti come una priorità da quei consumatori che hanno budget limitati, che potrebbero invece considerarli come un lusso che non possono permettersi.

Viaggi d’affari: c’è davvero ancora necessità di spostarsi?

Il modo in cui lavoriamo è cambiato notevolmente a causa della pandemia e, di conseguenza, anche i viaggi di lavoro. Negli ultimi due anni, con il lavoro a distanza e le conferenze virtuali al centro della scena, i viaggi di lavoro sono stati drasticamente ridotti. Con la riapertura delle frontiere, le aziende stanno ora trovando il modo di rivalutare il proprio modo di lavorare. Sempre più spesso ci si chiede: c’è una reale necessità di spostarsi?

Una diminuzione dei viaggi d’affari ha limitato i costi per le aziende e le ha aiutate a ridurre le emissioni di carbonio, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Tuttavia, molti dipendenti desiderano un’interazione dal vivo con i propri clienti e consumatori.
Le aziende dovranno quindi mediare tra il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e le reali necessità di incontrare partner, clienti e fornitori di persona.

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