Sviluppo rurale sostenibile lungo i tratturi

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3 Aprile 2022

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Dai monti dell’Abruzzo al Tavoliere delle Puglie, passando per il Molise e il Fortore: percorsi di terra, erba e pietre, attraversati da pecore e pastori alla ricerca di pascoli, ma anche da viaggiatori e sognatori che desiderano vivere i tempi della transumanza, con lentezza: un piccolo grande progetto di turismo rurale sostenibile, per creare un modello di prodotto turistico ancora non sviluppato, in un’Italia che insiste solo sul balneare e le città d’arte.

Siamo sul Regio Tratturo Pescasseroli-Candela – chiamato anche Tratturo Magno – che attraversa 4 regioni (Abruzzo, Molise, Campania e Puglia), 6 province (L’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino e Foggia) e 39 Comuni, con diverse tappe segnate tra le «piccole patrie» del Sannio e del Fortore: una grande via verde, con innumerevoli “tratturelli” che diventano altrettante occasioni per scoprire gli immensi patrimoni materiali e immateriali custoditi all’ombra dei campanili, da comunità locali orgogliosamente resilienti.

Un percorso che sembrerebbe sepolto dalla polvere, poco conosciuto e percorso solo sporadicamente da “transumanti“, che però oggi non sono più soltanto greggi o pastori solitari: un processo di riappropriazione identitaria sta riattivando un certo protagonismo delle comunità e degli imprenditori, con sempre più numerose esperienze di successo, che a loro volta richiamano viaggiatori e viandanti, sempre più spesso a piedi e in bicicletta, con forme di movimento lento compatibili con gli straordinari paesaggi e con i tempi rarefatti di queste terre straordinarie.

Non si tratta più, dunque, di promuovere appelli a conservare buone pratiche del passato o conservare gelosamente i valori autentici del mondo contadino – che già comunque avrebbero molto da insegnare al nostro futuro – ma di rimettere in circolo energie nuove, spesso giovanili, che scoprono l’importanza di lavorare in rete e sfruttano le nuove tecnologie per realizzare una vera e propria “comunità del tratturo“.

Regio Tratturo Magno

Comunità in movimento lento: tratturomagno.net

Il lungo tragitto ha origine dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, da cui partiva la tradizionale transumanza, storicamente accertata sin dalla fine del XIII secolo e successivamente codificata dai regolamenti alfonsini del XV secolo, quando gli aragonesi istituirono la Dogana della mena delle pecore a Lucera, poi trasferita a Foggia: il Regio Tratturo, detto anche “Tratturo del Re” o “Tratturo Magno“, con i suoi 244 km è il più lungo d’Italia.

SIMTUR propone di iniziare da qui. E chiama a raccolta associati, fiduciari, referenti territoriali e amici – vecchi e nuovi – per una piccola grande azione di mappatura condivisa: ricostruiamo non tanto i percorsi, già fruibili e parzialmente segnalati, ma una vera a propria comunità del tratturo, percorrendo e mappando i percorsi, le meraviglie, i patrimoni diffusi, le esperienze, le eccellenze enogastronomiche e artigianali di questi territori straordinari!

Grazie al supporto tecnico del portale web e app SharryLand, è in corso la creazione di una grande mappa condivisa – generata “dal basso” (crowdmapping) – per offrire ai viaggiatori non soltanto un tracciato da seguire ma la georeferenziazione di tutto quanto ancora vive lungo il tratturo! Non proponiamo un esercizio di memoria, né di sola geografia, né di solo trekking o bike, ma un’esperienza immersiva e profonda nell’Italia più autentica, ancora tutta da scoprire.

La piattaforma realizzata consentirà di proporre prodotti turistici emozionali (preferiamo chiamarle “esperienze di comunità“) in collaborazione con tour operator e agenzie di viaggio interessate ad andare oltre l’offerta balneare…

Mappa dei tratturi


Per saperne di più e partecipare, visita sezione dedicata oppure semplicemente entriamo in contatto!

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