Geografie del Covid-19: un documento ricco di prospettive

PUBBLICATO IN DATA

1 Luglio 2020

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La comunità scientifica dei geografi italiani si va orientando con decisione nel dar corpo ad indirizzi di ricerca che si qualifichino nei termini di public geography, assecondando quella “terza missione” che l’Università italiana si è impegnata a perseguire in vista di ricadute delle sue azioni nella società civile e nel sistema socioeconomico.

Al verificarsi repentina ed inattesa di una esplosione pandemica, che ha riguardato, nel volgere di un lasso di tempo estremamente breve l’intero
mondo, sconvolgendone e mettendone in discussione la stabilità strutturale, il piccolo presidio di ricerca in Geografia umana che è nell’Università di Roma “Tor Vergata” ha richiamato l’attenzione dei geografi italiani e di alcuni interlocutori privilegiati delle scienze geografiche sulla opportunità di raccogliere, con tempestività, riflessioni e primi risultati di ricerca sulla pandemia in corso e sugli esiti in essere e in divenire che la stessa generava nel cambiare la faccia del mondo.
La risposta è stata straordinariamente ampia e di notevole spessore e
ha potuto dar corpo ad un fascicolo delle rivista, che mettiamo a disposizione della comunità scientifica allargata e del Paese per gli sviluppi che
si intenderanno cogliere e gli indirizzi che si vorranno assumere.
Né poteva essere diversamente considerato che la pandemia ha messo a nudo le debolezze degli attuali assetti politici, economici e sociali e che, per dirla con il Papa Francesco, «peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla».

Nell’indice, che contiene i link ai singoli contributi – tra cui ben 2 citano la ricerca SIMTUR sul turismo post-pandemico – coordinati dal prof. Simone Bozzato.

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