Il turismo post Covid-19? Con un calice di vino in mano

PUBBLICATO IN DATA

15 Maggio 2020

NUMERO DI LETTORI

55

Scuola di turismo rurale

NOTIZIE PER CATEGORIE

eBook "Piccole Patrie"

Profili professionali

Board nazionale degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie
CONDIVIDI

Di prossimità, sostenibile, all’aria aperta, accessibile economicamente: l’enoturismo ha tutte le caratteristiche per essere uno dei motori della ripartenza.

L’enoturismo si candida a essere il turismo della ripartenza. Piace molto ai giovani e agli appassionati di vino e cibo italiani e risponde meglio ai criteri che regoleranno gli spostamenti post Covid-19. L’enoturismo è infatti un turismo di prossimità ed economicamente vantaggioso, che consente esperienze per pochi o piccoli gruppi anche solo per un week-end. Si può praticare all’aperto, con le escursioni in vigna che accompagnano le visite in cantina e può essere integrato con il territorio, con i ristoranti e le strutture di accoglienza, con i beni culturali e le produzioni agricole locali. Inoltre è rispettoso dell’ambiente, soprattutto se praticato con la mobilità dolce. In quest’ottica nasce il progetto Il nuovo enoturismo, una piattaforma che ha lo scopo di organizzare e formare Cantine e Consorzi di Tutela per cogliere questa opportunità, anche in funzione dei vincoli che vengono posti alle strutture di accoglienza.
Il vino e i prodotti di qualità certificata (Dop, Doc e Docg) sono fondamentali per il turismo enogastronomico che a livello internazionale – informa Magda Antonioli, professore associato all’Università Bocconi e Consigliere di amministrazione di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo – è uno dei driver della domanda di turismo, con una crescita quasi tripla rispetto ai settori turistici tradizionaliIl turismo enogastronomico e l’enoturismo in particolare sono la sintesi tra produzione e territorio. Affinché si possano sviluppare è indispensabile promuovere la narrazione di tutta la filiera, offrendo a un turista sempre più consapevole una rete strutturata di informazioni e di esperienze”.

Il Movimento Turismo del Vino

Dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano 2020 emerge che i Millennials (i nati tra il 1981 e il 1996) sono stati i principali trascinatori della crescita del turismo enogastronomico a livello mondiale. Nel “prossimo domani” i turisti a cui riferirsi saranno quelli della Generazione Z, i ‘superfoodie’ nati dopo il 1997, fortemente interessati alla vacanza enogastronomica come esperienza unica e memorabile. Un pubblico che si documenta prevalentemente per via digitale: l’80% ha visitato una destinazione o ha deciso di partecipare ad un’esperienza in seguito a informazioni tratte da video, post e recensioni pubblicate in rete.

In Italia l’enoturismo – di tradizione antica – è riconosciuto per legge solo dal 2019, con il Decreto Attuativo dell’allora Mipaaft, che indica con precisione che cosa si deve fare per rispettarne i parametri di qualità e di efficacia. “Dal nostro osservatorio, i produttori e i consorzi di tutela del vino e gli operatori dell’accoglienza risultano ancora poco informati su queste direttive. E il Covid-19 rende necessaria l’evoluzione di alcune di queste stesse normative – afferma Francesco Moneta di The Round Table, agenzia specializzata anche nella comunicazione del vino, del cibo e dei loro territori. “Con l’inizio del 2020 abbiamo dato quindi vita alla piattaforma Il Nuovo Enoturismo trovando subito la condivisione di Carlo Pietrasanta, tra i fondatori del Movimento Turismo del Vino, che ha lavorato a questa legge per anni“.

Secondo un sondaggio condotto nelle scorse settimane tra le cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino Lombardia “la totalità degli intervistati – spiega Carlo Pietrasanta – concorda sul fatto che quella legata all’Enoturismo sia, ora più che mai, un’attività economica strategica per contrastare il drastico calo nella vendita e distribuzioneAbbiamo anche verificato che, se prima del Covid-19 soltanto il 30% degli intervistati era dotato di un sistema e-commerce, a fine aprile la percentuale è salita costantemente”.

Wine Experience

Nuove forme di wine experience

Il progetto si è avviato con il ciclo di 3 Webinar promossi da PromoTurismo Fvg e dalla Strada del Vino e dei Sapori della Regione, che hanno coinvolto oltre 70 cantine e operatori dell’accoglienza friulaniI prossimi si svolgeranno per il territorio lombardo grazie a UnionCamere Lombardia. Ma anche in Piemonte, a favore dei Produttori del Consorzio Tutela del Gavi e degli Operatori dell’accoglienza del territorio, nell’ambito del Progetto ‘Destinazione Gavi’.

Se prima di Covid-19 la wine experience si viveva prevalentemente in cantina, ora sarà sempre di più in vigna, dove ci sono naturalmente gli spazi per il distanziamento. L’edutainment – con vendemmia didattica, picnic tra i filari e degustazioni “open air” che coinvolgono anche le eccellenze agroalimentari del territorio – è un aspetto sempre più importante della nuova offerta enoturistica: un’esperienza semplice, empatica, ludica, educativa e sostenibile.

[Contributo di Simone Pazzano pubblicato da La Repubblica – Economia&Finanza]

Condividi con amici e follower...

SEMPRE INFORMATA/O!

Per rimanere aggiornata/o sulle novità di SIMTUR (eventi, progetti, attività, notizie dai territori), non dimenticare di seguire la pagina Facebook.
Il bottone “Mi piace” è importante ma non più sufficiente: è necessario cliccare sui 3 puntini e spuntare la voce “Segui“.

Segui SIMTUR su Facebook

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

E’ sufficiente inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo e accettare la privacy policy per iniziare a ricevere la newsletter di SIMTUR.
Se ti fa piacere, puoi anche iscriverti al canale Telegram. È gratis e puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento, senza impegno…

notizie connesse…