Ultimo miglio: cos’è e come riuscire a governarlo

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18 Gennaio 2021

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Si sente parlare sempre più spesso di “ultimo miglio” (last mile), termine nato in ambito di telecomunicazioni per intendere la tratta di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali (quello che i tecnici SIP e Telecom portavano nelle nostre case), mutuato dalla logistica con l’avvento delle tecnologie, ora finalmente compreso anche da chi si occupa di progettazione turistica.

Nel settore della logistica, l’ultimo miglio è un fattore sempre più determinante, tra fisico e digitale: si intende il percorso della merce da un hub alla sua destinazione finale. Nell’ambito dei trasporti, è un modello logico che si sta riconfigurando – dopo gli effetti della dichiarazione mondiale di pandemia – per includere la miriade di nuovi piccoli vettori che svolgono funzioni di delivery, consegnando a domicilio cibo, medicinali, spese domestiche e qualsiasi altro oggetto acquistato sulle piattaforme di distribuzione web.

L’intento delle imprese di distribuzione e logistica è riconfigurare gli attuali network fisici in modo da poter offrire servizi personalizzati senza incidere sulle economie di scala, differenziando il processo distributivo il più vicino possibile ai punti di consegna finali, ma anche realizzando microcircuiti specializzati (freddo, caldo, materiali fragili, ecc.), per offrire servizi sempre più personalizzati di consegna delle merci.

L’evoluzione della logistica “last mile”

Le dinamiche in atto, accelerate dalle restrizioni post pandemiche, trovano un consumatore sempre più attrezzato tecnologicamente, sempre più evoluto e – dunque – sempre più esigente, sia in termini di garanzie che di tempistica dei propri acquisti.

In poco più di un anno, da inizio 2020, le consegne a domicilio sono arrivate a rappresentare la modalità principale di consegna dei prodotti acquistati online, attraverso la rete distributiva dei corrieri, tutti sotto controllo grazie a servizi di tracking degli ordini in tempo reale, che consentono di monitorare ad ogni momento lo status delle consegne, sia da parte dell’utente che da parte delle imprese.

Il dado è tratto: è ormai chiaro che, in prospettiva, si andrà sempre più verso sistemi di consegne “on demand, ovvero gestite in modo dinamico dal consumatore, con fasce orarie più ampie e lead time ridotti. Tra le esigenze che assumeranno rilievo, oltre la temperatura controllata, l’utilizzo di mobilità sostenibile e – per alcuni prodotti – con installazione e personalizzazione.

Si tratta, chiaramente, di uno scenario in rapida evoluzione e soggetto a forte dinamicità. Proprio questa dinamicità potrebbe portare, in futuro, ad una vivacità anche nella costruzione dell’offerta di servizi e del costo del servizio stesso.

E nel turismo? Cosa può significare “ultimo miglio”?

Oltre le nuove tecnologie e le nuove opportunità di connessione, va considerato anche il crescente utilizzo di bici e scooter elettrici, di servizi di mobilità condivisa e di micromobilità, che va trasformando il modo in cui le persone concepiscono la propria libertà di movimento.

Con “tragitti dell’ultimo miglio” si fa ormai ampio riferimento alle brevi distanze percorse da o verso le fermate dei mezzi pubblici, aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane: le poche centinaia di metri che separano l’arrivo a destinazione dal raggiungere la propria soluzione di soggiorno.
La sfida delle località turistiche è – sempre più – sviluppare e implementare servizi su misura per coprire i brevi tragitti interni alla destinazione, offrendo agli ospiti la meravigliosa opportunità di evitare l’utilizzo dell’auto, potendo fruire in autonomia di servizi personalizzati ed efficienti.

Strade interne

Chi si occupa di marketing territoriale lo sa: la destinazione va guardata più possibile con gli occhi dell’ospite, dal punto di vista della domanda – spiega Federico Massimo Ceschin, presidente di SIMTUR – Pensare all’ultimo miglio significa rendersi consapevoli che un viaggiatore, dopo aver già affrontato un lungo viaggio per giungere nei nostri territori, non pretende superstrade a 8 corsie a scorrimento veloce ma ama le traiettorie panoramiche e la lentezza che consente di far innamorare gli occhi. La qualità del servizio sarà sempre più misurata sull’esperienza di questo breve tratto del percorso“.

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