50 milioni di euro per enti e imprese che redigono il PSCL: luci e ombre

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9 Luglio 2021

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Il Decreto “Sostegni bis” ha istituito un fondo da 50 milioni di euro per il 2021 per contributi in favore di imprese, pubbliche amministrazioni e istituti scolastici di ogni ordine e grado, che provvedano – previa nomina del mobility manager – a predisporre entro il 31 agosto un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale e degli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 26 maggio 2021, il Decreto, firmato dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani con il Ministro dei Trasporti e delle Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, la figura del “Mobility manager” è diventata obbligatoria per le città oltre i 50.000 abitanti e per le imprese oltre i 100 addetti: una misura che si pone la finalità di ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane negli spostamenti sistematici casa-lavoro (PSCL). Naturalmente, anche enti ed imprese non obbligate dalla norma possono comunque procedere facoltativamente all’adozione del Piano per il proprio personale dipendente.

Per contribuire a rendere meno oneroso l’obbligo, con il Decreto Legge 25 maggio 2021 recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali” (il cosiddetto “Sostegni bis“), è stato istituito presso il Ministero delle infrastrutture e la mobilita sostenibili un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro: le risorse sono destinate al finanziamento di iniziative di mobilità sostenibile previste dai PSCL, piani degli spostamenti casa/lavoro o dai piani degli spostamenti casa/scuola, tra cui sono incluse ad esempio quelle di car pooling, car sharing, bike pooling, bike-sharing e le ormai diffuse iniziative piedibus.

Entro sessanta giorni il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) di concerto con quelli dell’Economia e delle Finanze (MEF), della Transizione Ecologica (MiTE) e dell’Istruzione – sempre previa intesa in sede di Conferenza unificata – stabilirà con apposito Decreto i criteri e le modalità per il riconoscimento dei contributi per il tramite degli enti locali nel cui territorio sono ubicati i soggetti beneficiari.
Secondo quanto previsto dal Decreto, entro il 24 agosto 2021 saranno adottate, con Decreto direttoriale, le “Linee guida per la redazione e l’implementazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro (PSCL)”.

Due nodi (finalmente) al pettine

Dall’introduzione nell’ordinamento giuridico – con il “Decreto Ronchi” del 1998 – la figura professionale del Mobility manager è rimasta sostanzialmente sulla carta. E’ dunque fondamentale che – almeno questa volta! – si intervenga con chiare indicazioni su chi debba ricoprire tale incarico e, soprattutto, quali competenze debba possedere, visto che finalmente si è riconosciuto il delicato e importate compito che deve svolgere, messo in evidenza anche dalla pandemia da Covid-19, ma anche in ragione delle importanti risorse stanziate: ci sono 50 milioni di buoni motivi per fare chiarezza!

Altro tema concerne le scuole. La Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (conosciuta come “Collegato ambientale” alla Legge di Stabilità 2014) aveva previsto che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca adottasse specifiche linee guida per favorire “l’istituzione in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado,  nell’ambito della loro autonomia amministrativa e organizzativa, della figura del mobility manager scolastico, scelto su base volontaria e senza riduzione del carico didattico, in coerenza con il piano dell’offerta formativa, con l’ordinamento scolastico e tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente [ con …] il compito di organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni; mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto; coordinarsi con gli altri istituti scolastici presenti nel medesimo comune; verificare soluzioni, con il supporto delle aziende che gestiscono i servizi di trasporto locale, su gomma e su ferro, per il miglioramento dei servizi e l’integrazione degli stessi; garantire l’intermodalità e l’interscambio; favorire l’utilizzo della bicicletta e di servizi di noleggio di veicoli elettrici o a basso impatto ambientale; segnalare all’ufficio scolastico regionale eventuali problemi legati al trasporto dei disabili…”.
Le scuole rientrano formalmente tra i destinatari delle provvidenze indicate dal Decreto ma risulta difficile credere potranno organizzarsi entro la fine del mese di agosto, quando gli istituti sono in gran parte chiusi e – soprattutto – visto che la pubblicazione delle linee guida è prevista entro il 24 agosto…