Una “corona verde” dall’Aniene all’Appia antica

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8 Agosto 2022

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Il sogno si chiama “corona verde”: è il nome della rete ecologica di parchi e beni ambientali attorno a Roma, nel quadrante est, da recuperare e connettere. Un progetto del gruppo Ambiente e Territorio della libera Assemblea di Centocelle, che coinvolge i municipi IV, V e VII, redatto con la collaborazione di ingegneri dell’Università La Sapienza e della fondazione Paolo Bulgari, che hanno raccolto progetti delle diverse realtà sociali, con esperienze e iniziative diversificate.

L’obiettivo è quello di arrivare alla realizzazione di un sistema di aree verdi in grado di riconnettere la valle dell’Aniene a nord con il parco dell’Appia antica a sud: una grande “corona”, appunto, che abbracci l’intero quadrante tenendo insieme il parco lineare della Serenissima, il comprensorio storico-archeologico Ad Duas Lauros, il parco di Centocelle, il pratone di Torre Spaccata, il parco di Tor Tre Teste e la tenuta della Mistica e Casa Calda.

Un lavoro che ha necessitato una conoscenza approfondita di ogni parco e giardino di Roma est, oggi tutti mappati e analizzati. Con l’idea di mettere tutte queste esperienze “a sistema” all’interno di una grande infrastruttura verde, con un primo placet dei Municipi che hanno già dato il loro parere favorevole. L’idea è di convogliarlo in una delibera di indirizzo da portare in Consiglio comunale.

Il “parco lineare” nel Pnrr

Con un documento approvato all’unanimità, l’Assemblea capitolina ha già impegnato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la sua giunta ad adottare ogni atto propedeutico volto a riqualificare il tessuto edilizio e alla rigenerazione urbana del parco lineare Roma Est, ricadente nei territori di IV, V e VI municipio. A tale scopo sarà istituito un tavolo interistituzionale per riqualificazione e rigenerazione dell’area verde con le risorse del Pnrr.

Con il termina “Parco lineare Roma est” si fa riferimento a una grande area verde che da Porta Maggiore arriva fino all’antica città di Gabii, al confine con il comune di Montecompatri. Con al centro una lunga corsia ciclopedonale, di collegamento con le stazioni ferroviarie, e ancora la mobilità dolce, i reperti archeologici del territorio e le produzioni alimentari a chilometro zero. Un progetto teso a connettere più territori: il parco archeologico Tiburtino, l’area tra Casalbertone ad ovest e via dei Fiorentini ad est, quella tra via dei Fiorentini ad ovest e via Grotta di Gregna ad est, tra via Grotta di Gregna ad ovest e viale Togliatti ad est, ad est di viale Togliatti (Tor Sapienza, La Rustica e Cervelletta) e infine l’area di Ponte di Nona fino al parco archeologico dell’antica città di Gabii al confine con il comune di Monte Compatri.

Una vera e propria infrastruttura “verde” che andrebbe a unire un sistema di mobilità sostenibile interconnessa con le stazioni ferroviarie, siti archeologici, zone naturalistiche e le altre attrattive culturali e turistiche: un progetto che sulla carta è già realtà, grazie al lavoro delle tante realtà associative del territorio coordinate dal comitato Parco LineaRE (dove RE sta per Roma Est).

Un corridoio ecologico tra le aree protette

Da non dimenticare, inoltre, la proposta di legge regionale destinata a creare un grande sistema naturalistico archeologico tra Roma e i Castelli, da Caracalla ai Colli Albani, inseguendo il sogno di Antonio Cederna, migliorando l’accessibilità e la mobilità sostenibile fra le due aree.

L’ampliamento prevede un corridoio ecologico tra due aree importanti sotto il profilo archeologico, naturalistico e paesaggistico: il Parco dei Castelli Romani e il Parco dell’Appia antica, dall’antica città di Bovillae (Comune di Marino) e la Tenuta di Mura dei Francesi (Comune di Ciampino).

L’area archeologica della Tenuta del Muro dei Francesi ospita la villa di Messalla, al cui interno sono state rinvenute monumentali statue che contribuivano alla rappresentazione scultorea del mito di Niobe. Ma nel suo perimetro è compreso anche un portale seicentesco, antichi casali e storici uliveti e vigneti. L’altra area archeologica che andrebbe inserita nel parco, è quella dell’antica città di Bovillae, un complesso che comprendeva un teatro, un sacrario, un circo equestre, un mausoleo più una serie di cisterne d’acqua e di acquedotti.

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