Due amici e una carrozzina, per documentare un Cammino accessibile

PUBBLICATO IN DATA

6 Ottobre 2018

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Arriva in questi giorni in Italia un film che racconta un cammino per parlare di tutt’altro: di amicizia e malattia, di speranza e solidarietà. Una storia vera e straordinaria, vissuta in presa diretta dai due protagonisti, la storia di un uomo “normalmente” abile che ne spinge un altro “diversamente” abile su una sedia a rotelle per 800 chilometri, lungo il Cammino di Santiago.

Ti porto io, diretto da Terry Parish, è un ritratto intimo e un viaggio epico che nasce il giorno in cui Patrick accetta una proposta pazzesca: spingere il suo migliore amico Justin, costretto a vivere su una sedia a rotelle, fino alla tomba di San Giacomo.

Polvere e fango

“Il Cammino di Santiago è polvere e fango, sole e pioggia”, ha scritto Eugenio Garibay Baños sui muri di Nájera che accolgono i pellegrini nel paese di cui è parroco. Polvere, fango, lacrime e disperazione accompagnano in ogni chilometro di questo viaggio impossibile i due intrepidi protagonisti, che troveranno però puntuale conforto negli infiniti incontri che il cammino regala e nell’amicizia che li lega da una vita.

L’incredibile impresa

Justin ha avuto una carriera prolifica come grafico fino a quando una malattia neurovascolare degenerativa gli ha tolto l’uso delle braccia e delle gambe. Costretto a vivere su una sedia a rotelle, non si è mai fermato, tanto da immaginare l’incredibile impresa di percorrere il Cammino di Santiago. Sapendo di non poterlo fare da solo, ha chiesto al suo amico Patrick di spingerlo.

La vera fatica

Il regista segue il cammino giorno dopo giorno, tra ostacoli (apparentemente) insormontabili e incontri illuminanti, per 6 settimane e 800 chilometri, sotto il sole o con la pioggia, fino alla meta di Santiago. Ti chiedi se lo sforzo maggiore sia quello di Patrick, costretto a spingere e tirare la carrozzina per intere massacranti giornate e poi la sera dedicarsi completamente all’assistenza del suo amico, o piuttosto quello di Justin, obbligato a chiedere aiuto e a dipendere in tutto e per tutto dal prossimo. Lui ti risponde che è durissima vedere – impotente – gli altri farsi in quattro per te, “ma sei ripagato dalla gioia dipinta sui loro volti mentre lo fanno“.

Dove vederlo

Il film ha avuto un’anteprima a Firenze l’11 settembre, le prossime uscite saranno pubblicate sulla pagina Facebook della Mescalitofilm che distribuisce la pellicola.

[ Tratto dalla Gazzetta dello Sport, a firma di Andrea Mattei ]

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