Il ruolo dell’agricoltura per la biodiversità

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23 Giugno 2022

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Il 22 maggio scorso il Ministero della Transizione Ecologica ha concluso la consultazione pubblica sulla Strategia Nazionale Biodiversità (SNB) 2030 al fine di garantire la più ampia partecipazione di tutti i portatori di interesse. Il documento strategico messo in consultazione dal MiTE, predisposto in collaborazione con ISPRA, delinea una visione di futuro e di sviluppo incentrata sulla necessità di invertire la tendenza alla perdita della biodiversità e al deterioramento degli ecosistemi in coerenza con gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030.

La Strategia UE sulla biodiversità rappresenta lo strumento di riferimento per arrestare la perdita di biodiversità e ripristinare una relazione tra l’uomo e la natura sana e reciprocamente vantaggiosa, ma anche per raccordare gli obiettivi nazionali con gli impegni e i target internazionali. Allo stesso modo un forte impegno verso la tutela della biodiversità viene promosso nella strategia “Farm to Fork“, che mira al raggiungimento della sostenibilità ambientale nelle filiere alimentari.

L’elaborazione di una Strategia Nazionale per la Biodiversità si colloca nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) avvenuta con la legge n. 124 del 14 febbraio 1994.
Nel 2010, per la prima volta, il nostro Paese si è dotato di una Strategia Nazionale per la Biodiversità per il 2020. In questo ambito, nel 2021 è stato adottato il rapporto conclusivo di valutazione, che ha indicato come non tutti gli obiettivi previsti siano stati conseguiti, a partire dal raggiungimento dello stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie di interesse comunitario. Anche per questo il Ministero della Transizione Ecologica intende dotarsi di una rinnovata Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB) al 2030.

La strategia nazionale per la biodiversità

La “vision” al 2050 della SNB 2030 è la seguente:

«La biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale».

Inoltre, tiene conto del valore della biodiversità per il contrasto ai cambiamenti climatici, la salute e l’economia, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e si integra con altri strumenti strategici nazionali quali la strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, ecc.

Figura - SNB 2030 e gli altri strumenti strategici nazionali.
La strategia è articolata in due obiettivi strategici:
A) Costruire una rete coerente di aree protette terrestri e marine
B) Ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini, che sono declinati in 8 ambiti di intervento.
Figura - Obiettivi strategici e ambiti di intervento della SNB 2030.
Agli ambiti di intervento si associano i cosiddetti “vettori” di biodiversità, che sono settori di azione trasversali che possono facilitare, rafforzare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi della SNB 2030.
Figura - I vettori di biodiversità previsti dalla SNB 2030.

L’obiettivo strategico A) Costruire una rete coerente di aree protette si propone di promuovere la più efficace gestione delle aree protette, definendo chiari obiettivi e misure di conservazione e monitorandone l’attuazione in modo appropriato.
Il target della SNB 2030 è quello di proteggere il 30% della superficie terrestre nazionale attraverso un sistema integrato di aree protette. Per raggiungere questo obiettivo è prevista l’istituzione di ulteriori aree protette a livello nazionale e regionale. Rispetto alla situazione attuale questo significa aumentare di circa il 10% la superficie terrestre nazionale destinata alle aree protette.
Ricordiamo infatti che, nel complesso, il sistema delle aree protette nazionali e regionali (dato EUAP 2010), insieme alla rete Natura 2000 (dato MiTE 2021), copre attualmente un’estensione di quasi 10.500.000 ha, interessando più del 20% della superficie terrestre nazionale e più del 10% di quella marina.

L’obiettivo strategico B) Ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini, che prevede 7 ambiti di intervento (“Specie, Habitat ed Ecosistemi”, “Cibo e Sistemi Agricoli, Zootecnia”, “Foreste”, “Verde Urbano”, “Acque Interne”, “Mare” e “Suolo”).
Per promuovere tale obiettivo la SNB 2030 si propone di rafforzare il livello di attuazione della legislazione vigente in materia di conservazione di specie e habitat, di definire un piano nazionale di ripristino degli ecosistemi che favorisca interventi sinergici e integrati, di ridurre le pressioni sugli habitat e le specie e assicurare che gli ecosistemi siano gestiti in modo sostenibile.

Agricoltura, biodiversità e filiere agroalimentari sostenibili

L’ambito di intervento “Cibo e Sistemi Agricoli, Zootecnia” della SNB 2030 mette in risalto l’importanza dell’agricoltura, che svolge un ruolo primario sia per quanto riguarda l’approvvigionamento di cibo sia nel garantire la gestione e la manutenzione del territorio, il mantenimento degli ecosistemi e la tutela della biodiversità. Allo stesso tempo, le funzioni produttive del settore agricolo e alimentare potranno essere garantite nel lungo periodo solo salvaguardando le risorse naturali e l’ambiente.
La tutela della biodiversità e degli ecosistemi associati alle aree agricole dovrà essere promossa incoraggiando le pratiche agricole agroecologiche, la conservazione e il ripristino di habitat e specie, la protezione degli elementi caratteristici del paesaggio e l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in particolare di quelli più rischiosi per la salute umana e l’ambiente.

In linea con la strategia comunitaria sulla biodiversità, la SNB 2030 propone gli obiettivi specifici di invertire la tendenza al declino degli impollinatori, di ridurre del 50 % i rischi e l’uso dei prodotti fitosanitari, in particolare quelli più pericolosi, di destinare almeno il 10 % delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio e di adibire almeno il 30 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica e di aumentare in modo significativo la diffusione delle pratiche agricole e zootecniche sostenibili e, infine, di ridurre l’uso di fertilizzanti.
Per invertire la tendenza al declino degli impollinatori viene proposta l’adozione di un piano nazionale per la loro conservazione che preveda il monitoraggio del loro stato di conservazione e dei loro habitat, azioni specifiche di gestione e conservazione degli habitat naturali e semi-naturali prioritari per le specie più a rischio e indicazioni per l’attuazione delle misure per la tutela degli impollinatori inserite nel Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN).

Tale Piano e le relative linee guida per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette (D.M. del 10/3/2015) rappresentano uno strumento fondamentale di attuazione della SNB 2030.
La SNB 2030 include anche uno specifico ambito dedicato alle foreste che mette in risalto come le politiche di tutela e conservazione del patrimonio forestale dovranno essere sempre di più costruite in una visione integrata di lungo periodo per tenere conto delle esigenze delle filiere produttive ma anche di quelle ambientali.

Strumenti di finanziamento e PAC 2021/2027

All’attuazione della SNB 2030 dovranno concorrere le politiche settoriali, tenendo in debito conto la biodiversità e la salvaguardia dell’ambiente nella programmazione dei diversi fondi 2021/2027.
Le fonti di finanziamento individuate per l’attuazione della SNB 2030 sono quelle programmate nell’ambito dell’Accordo di Partenariato Italia 2021/2027 (fondi FESR, FSE+, FSC, FEAMPA) e del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023/207 (fondi FEAGA e FEASR). Inoltre, vanno prese in considerazione anche le notevoli risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate alla transizione ecologica.
A questi fondi si aggiungono i finanziamenti previsti dal Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE), dal Programma Horizon Europe e dal Programma Invest UE, che avrà delle specifiche iniziative dedicate al capitale naturale e all’economia circolare.
Ricordiamo anche che, secondo quanto previsto dal Green Deal Europeo, tutti i finanziamenti comunitari dovranno essere “biodiversity-proof” e, secondo il principio “Do No Significant Harm (DNSH)“, bisognerà assicurare che le risorse non abbiano impatti negativi e che contribuiscano alla tutela della biodiversità.

Ulteriori investimenti pubblici e privati possono essere sostenuti attraverso le iniziative previste dalla strategia UE per la biodiversità per il 2030, dalla strategia “Farm to Fork” o nell’ambito del Piano di azione sulla finanza sostenibile, come la Business for Biodiversity e la Tassonomia dell’UE.

La PAC 2021/2027 potrà concorrere, in continuità con l’attuale ciclo di programmazione, ad arrestare e invertire la perdita della biodiversità nelle aree agricole e forestali attraverso la promozione di regimi ecologici, di interventi agro-climatico-ambientali, di investimenti a carattere ambientale e di regimi di pagamento basati sui risultati.
Il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023/2027(PSP) destina circa 10 miliardi di euro, tra pagamenti diretti e misure dello sviluppo rurale, ad interventi a finalità ambientali. I regimi ecologici previsti dal PSP possono sostenere le aziende agricole nell’adozione di pratiche agro-ecologiche per la tutela della biodiversità e la riduzione dell’utilizzo di prodotti fitosanitari.
Gli interventi agro-climatico-ambientali, gli investimenti produttivi e non produttivi e gli interventi a favore della forestazione sostenibile dello sviluppo rurale consentono di incentivare pratiche agro-silvo-pastorali sostenibili per la tutela della biodiversità nelle aree protette e nei siti Natura 2000, anche con la previsione di misure specifiche per gli habitat e le specie delle direttive “Habitat” e “Uccelli”.

Inoltre, obiettivo del PSP è quello di incrementare le superfici coltivate con metodi di agricoltura biologica contribuendo in questo modo al raggiungimento dell’obiettivo del 25% della SAU europea in biologico entro il 2030, fissato dalla Strategia Farm to Fork.
Il PSP 2023/2027 potrà contribuire alla transizione ecologica e alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, incentivando l’adozione di pratiche agro-ecologiche e processi produttivi sostenibili da parte delle aziende agricole e delle imprese del settore agroalimentare in linea con gli obiettivi della Strategia Farm to Fork e del Green Deal e del Piano per la transizione ecologica in corso di definizione da parte del Ministero della Transizione Ecologica.

[ Contributo di Luigi Servadei per la Rete Rurale Nazionale ]

 

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