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Pandemia e mobilità: il sentimento degli italiani

Trasporto pubblico o traiettorie individuali? Siamo pronti alla micromobilità? A che punto è lo smart working? Il sondaggio SIMTUR misura le paure, le incertezze e le speranze di questo periodo senza precedenti.

Il sondaggio SIMTUR rivela un atteggiamento prudente e stimola qualche riflessione aggiuntiva in ordine al trasporto pubblico ed alle nostre traiettorie individuali di mobilità.

Emerge dal sondaggio una drastica necessità di garantire motivi per riaccendere la fiducia, nel presente e nel futuro”. E’ così che il presidente nazionale SIMTUR, Federico Massimo Ceschin, commenta i risultati del sondaggio condotto online tra gennaio e marzo 2021, in tutte le regioni d’Italia.

Già dalla prima domanda, sul sentimento prevalente, solo il 2.27% del campione si è detto fiducioso, anche se il 15.91% dichiara di prepararsi per il futuro e il 36,36% cerca di “vivere normalmente“, nonostante divieti e criticità. Paura e prudenza sono il sentimento prevalente nel 45,45% delle risposte.

Sondaggio - Domanda 1

Come stanno cambiando le abitudini di mobilità?

Il campione SIMTUR si divide sulle formule di mobilità: 1/3 si muove e si sposta come prima, anche se ponendo maggiore attenzione, al quale si somma poco meno di 1/4 che cerca di “vivere normalmente”. Soltanto 1/5 evita i mezzi pubblici e 1/4 ha spostato la propria attività di studio e lavoro online, da remoto (24,53%).

Micromobilità? Soluzione possibile per il 41% degli intervistati

Abbiamo cercato di capire se la micromobilità (l’acquisto di monopattini elettrici, segway, overboard, ecc.) può rappresentare una soluzione per gli spostamenti quotidiani, raccogliendo un significativo 41% di consensi.

Il trasporto pubblico locale regge la sfida

Per molti sarà forse una sorpresa, ma il ruolo del TPL sembra riconosciuto nella sua valenza funzionale, economica e sociale. Nonostante una lieve maggioranza negativa (53,33%), dalla domanda “aperta” emergono commenti incoraggianti. Il pensiero prevalente va nella direzione di chiedere un miglioramento dei servizi a fronte di una fruizione incentivata da tariffe ridotte: richieste contrastanti per legge di mercato che richiedono dunque l’attivazione di politiche pubbliche di sostegno al settore.

La crisi appare più sanitaria che economica

3/4 del campione sembra non temere particolari ripercussioni sul proprio reddito a causa delle restrizioni introdotte per contrastare la diffusione del virus Covid-19. Nel 27,59% delle risposte, i commenti testimoniano forti criticità nei settori notoriamente più colpiti dalle limitazioni, tra cui spiccano i trasporti e il turismo. A fronte di sentimenti di profonda frustrazione e incertezza nel futuro, un dato significativo emerge tra coloro i quali “cercano nuove soluzioni“.

A proposito di turismo: quando torneremo a viaggiare?

Quasi nessuno (4,35%) ritiene che già in primavera potremo tornare a viaggiare, ma quasi la metà del campione (47,83%) ritiene che l’estate sarà foriera di una maggiore libertà di movimento e circolazione. E’ interessante osservare come oltre 1/5 del campione (21,74%) ritenga si dovrà aspettare il 2022, mentre il 17,39% punta tutto sul vaccino e l’8,7% sulla immunità di gregge.

Saprà la stagione estiva confermare le previsioni più positive dei partecipanti al sondaggio? E’ quanto si chiedono in particolare gli operatori turistici, non soltanto del segmento balneare ma ora anche nelle montagne, attorno ai laghi, nell’entroterra e nei borghi, laddove sono puntate le aspirazioni di viaggio degli italiani.


PERIODO DEL SONDAGGIO [GENNAIO / MARZO 2021]

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