Il sondaggio SIMTUR rivela le due “anime” dei nostri connazionali: per il 58,6% in estate si viaggerà ma non si andrà troppo lontano. Ma per adesso il booking può attendere.

Emerge l’esigenza di garantire un sostegno alla mobilità delle persone, che potrebbe concretizzarsi nella forma dei voucher per scuole e famiglie per incentivare i viaggi in Italia. Con la proposta di un nuovo Grand Tour”. E’ così che il presidente nazionale di Simtur, Federico Massimo Ceschin, commenta i risultati del sondaggio condotto online tra oltre 1.000 italiani residenti in tutte le regioni e pensato per rilevare il sentiment di viaggio tricolore.

Il 58,6% delle reazioni dei consumatori indica per la prossima estate una sostanziale consapevolezza dei limiti alle vacanze, ritenendo che “non si potrà andare troppo lontano”. Ma è molto elevato (13%) il numero delle persone che “nemmeno riesce a immaginare di viaggiare”, con addirittura un quarto del campione (24%) che “non pensa di tornare a viaggiare tanto presto”.

La grande maggioranza del campione ritiene le misure di lockdown adottate dal Governo come eque (59,2%), ma si registra una fortissima incertezza dettata dalla molteplicità di opinioni espresse dagli esperti, tanto variabile da minare l’autorevolezza delle fonti informative (il 55,7% delle risposte indica un sostanziale smarrimento).

La posizione più nitidamente affermata circa la prossima estate è di attesa: se il 13,8% ha cancellato le proprie prenotazioni, il 10% pensa di dover ridurre il budget e la durata del periodo di vacanza e anche il 30% più fiducioso sta aspettando per riservare il proprio posto al sole.

Sulla durata dell’emergenza, gli italiani protagonisti del sondaggio sembrano consapevoli potrà durare da alcuni mesi (34%) ad almeno un anno (23%): soltanto il 2% immagina che si risolverà in poche settimane, mentre il 20% ritiene che “le conseguenze si faranno sentire per anni”. Infatti il campione si spacca letteralmente sulle previsioni di viaggio nel medio periodo: una relativa maggioranza (38,6%) immagina che “saremo tutti costretti a viaggiare di meno”, ma non sono molto meno numerosi (32,8%) coloro i quali ritengono che “si tornerà a viaggiare come prima e più di prima”.

E’ rilevante evidenziare che oltre il 40% degli intervistati ha dichiarato che sceglierà la propria destinazione di viaggio in funzione delle rassicurazioni che sapranno essere offerte circa la sicurezza igienico sanitaria e il rischio di contrarre virus.

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