Libro bianco

La pubblicazione approfondisce il quadro attuale e i sistemi di riferimento nazionali e internazionali, indica termini condivisi, affronta il tema dell’identificazione dei fruitori e propone criteri fondativi sui quali imperniare la progettazione della mobilità sostenibile, offrendo linee guida che possono rappresentare un vero e proprio strumento operativo per addetti ai lavori e un’interessante lettura per gli appassionati.

scenario

introduzione degli autori

I percorsi di mobilità dolce sono costituiti da un’elevata componente immateriale, spesso ritenuta infruttifera o marginale: paesaggi, comunità locali, aree interne, produzioni tipiche, artigianato, beni culturali, patrimoni d’arte, di cultura e di fede, tutti fattori disaggregati che soffrono la polverizzazione dettata da confini amministrativi e eccessive dosi di campanilismo. Eppure possono costituire lo strumento per connettere luoghi e situazioni, beni culturali e ambientali, monumenti e attrattori “minori”, attraverso attività di animazione quali laboratori, esperienze di visita, allestimenti più o meno temporanei, eventi e rievocazioni storiche che possono costituire alcune tra le principali tappe di un viaggio alla scoperta dei territori ampi e plurali del Bel Paese, consentendo il recupero e la valorizzazione delle loro valenze peculiari e non delocalizzabili.

Una grande opportunità: una enorme riserva di valore per l’Italia di oggi e di domani, nonché fonte di occupazione qualificata nell’ambito del saper fare creativo, dell’industria culturale e della creazione di destinazioni turistiche omogenee.

A tal fine, questo studio intende rivolgersi non soltanto a chi abbia volontà di progettare, implementare, governare, gestire, mantenere, animare, promuovere e valorizzare percorsi di mobilità sostenibile, ma di chiunque abbia a cuore il futuro dell’Italia e degli Italiani, con particolare riguardo a quella maggioranza meno rumorosa che vive lontano dalle grandi città, nella dimensione dolce di provincia, nei piccoli Comuni e nei Borghi, nelle aree interne del Paese e nel Mezzogiorno.

indice del volume

PREMESSE, SCENARIO, AMBITO E FINALITÀ
CRITICITÀ ED ESIGENZE
PROPOSTE
SCENARI STRATEGICI
PRIME CONCLUSIONI

PICCOLO DIZIONARIO CONDIVISO
TIPOLOGIE DI MOVIMENTO
Viaggio
Turismo
Vacanza
Escursione
Trekking
Pellegrinaggio

PERSONE IN MOVIMENTO
Homo Viator
Viaggiatore
Turista
Viandante
Escursionista
Cicloescursionista
Cicloviaggiatore
Pellegrino
Migrante

INFRASTRUTTURE PER IL MOVIMENTO
Itinerario
Percorso
Direttrice
Variante
Tracciato
Snodo
Rotta
Hub
Buffer Zone / Distanza ragionevole
Sentiero Escursionistico
Sentieristica
Green Way
Cammino
Itinerario Ciclabile
Pista Ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista)
Percorso Ciclopedonale (o promiscuo)
Percorso Cicloturistico
Ciclovia
Rete Ciclabile Nazionale (RCN)
Velostazione
Ciclofficina
Ippovia

ALTRI TERMINI DA CONDIVIDERE
Accessibilità
Intermodalità
Governing Board (o Ente di Governance)
Portatore di interesse (stakeholder)
Microeconomia del Cammino

SISTEMI DI RIFERIMENTO
Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa
– Obiettivi del programma
– Criteri per il riconoscimento degli Itinerari
– Gestione degli Itinerari Culturali Europei
– Istituto Europeo degli Itinerari Culturali
European long distance path
Board nazionale dei cammini, delle rotte e delle ciclovie
Sentiero Italia
Rete escursionistica italiana (rei)
Vademecum della via Francigena
Reti escursionistiche regionali
Sistemi regionali di cammini
Eurovelo: rete ciclabile europea
Rete ciclabile nazionale (rcn)
Ciclovie d’italia: il “sistema delle ciclovie turistiche nazionali”
Dai PUM ai PUMS: piani urbani della mobilità sostenibile
Italia. Scenario in movimento
Strategia nazionale per le aree interne

CAPITOLO 1. DESTINATARI DEL LIBRO BIANCO
1.1 Definizione del target di riferimento
1.1.1 Orientato verso una meta
1.1.2 Ispirato da una narrazione
1.1.3 Attivismo salutistico, di benessere e outdoor
1.2 Definizione delle valenze territoriali
1.3 Funzione degli itinerari

CAPITOLO 2. UN POSSIBILE DECALOGO DI CRITERI FONDATIVI
2.1 Aderenza alla storia
2.2 Elementi geomorfologici e paesaggistici
2.3 Potestà pianificatoria
2.3.1 Linearità
2.3.2 Gravità
2.3.3 Gerarchia dei percorsi: capillarità e piramidalità
2.4 Interconnessione e continuità
2.5 Sicurezza (e capacità di rassicurare)
2.6 Accessibilità
2.6.1 Accessibilità universale
2.6.2 Accessibilità culturale
2.6.3 Accessibilità strutturale
2.7 Permeabilità
2.8 Centralità degli utenti
2.8.1 Socialità
2.8.2 Itinerari ciclabili preferibilmente coincidenti con quelli pedonali
2.8.3 Multiculturalità e interreligiosità
2.9 Comunicabilità
2.9.1 Riconoscibilità (Pull)
2.9.2 Comunicazione (Push)
2.10 Dallo sviluppo sostenibile all’inversione dell’impatto ambientale

CAPITOLO 3. SPUNTI METODOLOGICI E CRUSCOTTO OPERATIVO
3.1 I sentieri nell’ordinamento giuridico
3.2 I sentieri nella prassi
3.2.1 Lunghezza dei sentieri (Reti Sentieristiche)
3.2.2 Classificazione dei sentieri
3.2.3 Atteggiamento dell’escursionista (pedone o ciclista)
3.3 Percorso cicloturistico e cicloescursionistico
3.4 Le strade per il ciclista e per il pedone
3.5 Pista ciclabile
3.6 Ciclovia
3.7 Progetti e buone prassi
3.7.1 Due buone prassi europee: “PRESTO” e “BiTiBi”
3.7.2 MiBACT: “Anno nazionale dei Cammini” e “Anno nazionale dei Borghi”
3.7.3 Agenzia del Demanio: progetto “Valore Paese”
3.7.4 ANAS: progetto “Case Cantoniere”
3.7.5 Ferrovie dello Stato: progetto “Stazioni impresenziate”
3.7.6 Progetto CY.RO.N.MED: “Cycle Route Network of the Mediterranean”
3.7.7 Politecnico di Milano: il progetto “Ven.To.”
3.7.8 Regione Lazio: una Legge per i Cammini
3.7.9 Regione Toscana: indirizzi tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione del sistema integrato dei percorsi ciclabili dell’Arno e del Sentiero della bonifica
3.7.10 Regione Piemonte: Ecologia Urbana per decisori Locali
3.7.11 Regione Piemonte: manuale per il rilevamento GPS dei tracciati della rete sentieristica
3.7.12 CAI: documentazione e manualistica sui sentieri
3.7.13 TCI: il progetto “Parchi Cicloturistici”
3.7.14 FIAB: le schede divulgative
3.7.15 Co.Mo.Do: le ferrovie dismesse
3.7.16 UNPLI: il progetto “camminitaliani.it”
3.7.17 UISP: il distretto cicloturistico “Mugello in bike“
3.7.18 Cammini d’Europa: “Goethe in Italia”
3.7.19 Università di Teramo: ricerca sui “Turismi in bicicletta”
3.7.20 La “Zona 30”
3.7.21 #salvaiciclisti: iniziative per la sicurezza sulle strade
3.7.22 Viandando: la campagna #bikethefuture
3.7.23 AIGAE – le Guide escursionistiche ambientali
3.7.24 Federtrek: la “Giornata del Camminare”
3.7.24 Appia Day

3.8 IL METODO DELLE “3S”:
FASE A. GOVERNANCE E AVVIO DELLA PROGETTAZIONE
a1. Coordinamento
a2. Promotori iniziali
a3. Comitato tecnico-scientifico
a4. Veste giuridica
a5. Coinvolgimento altri stakeholder territoriali
a6. Partenariato interregionale / internazionale
FASE B. RISORSE TERRITORIALI E ANALISI DI SCENARIO
B.1 Orografia del percorso
b.2 Suddivisione in tappe
b.3 Risorse paesaggistiche antropiche
b.4 Risorse paesaggistiche naturali
b.5 Risorse culturali
b.6 Risorse turistiche e servizi
FASE C. PIANIFICARE LA GESTIONE INTEGRATA
C.1 Il piano integrato di gestione (pigi)
FASE D. SOPRALLUOGHI E INTERVENTI SUL CAMPO
D1. Mappatura
d2. Progettare una rete per la mobilità lenta
d3. Mettere in sicurezza
d.4 Segnaletica e infrastrutturazione leggera
FASE E. ANALISI DEGLI ATTRATTORI E DELLE INFRASTRUTTURE
E.1 Punti di interesse culturale associati all’itinerario (poi)
e.2 Punti di interesse economico e servizi associati all’itinerario (POE)
FASE F. PIANO DI MARKETING DEGLI ITINERARI
F.1 Il territorio come sistema
FASE G. INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
FASE H. MANUTENZIONE
H.1 Misure di conservazione dei sentieri
FASE I. ANIMAZIONE TERRITORIALE
FASE L. FORMAZIONE E COMPETENZA: NUOVE FIGURE PROFESSIONALI
L.1 Guide e accompagnatori nella normativa
l.2 Nuove figure professionali
l.3 Ambiti di inserimento lavorativo
FASE M. MONITORAGGIO
M.1 Monitoraggio

APPENDICE
RIFERIMENTI NORMATIVI
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA

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