Il Master in “EcoMobility Management” mira a proporre la conoscenza delle migliori pratiche di mobilità per favorire l’applicazione delle politiche più efficienti per i territori e i cittadini, nonché le soluzioni più efficaci da attivare nell’ambito delle organizzazioni complesse, pubbliche e private.

Obiettivi e destinatari

La funzione del “responsabile della mobilità” (mobility manager) ha compiuto vent’anni, essendo stata introdotta nell’ordinamento dal “Decreto sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane” (più noto come “Decreto Ronchi”) emanato dal Ministero dell’Ambiente il 27 marzo 1998 (pubblicato in G.U. n. 179 del successivo 3 agosto).

In questi anni, il profilo si è progressivamente adeguato ai mutamenti di scenario, alle innovazioni tecnologiche, alle tendenze sociali nei costumi e negli stili di vita, mantenendo però inalterato l’obiettivo di contribuire ad un decongestionamento del traffico nelle aree urbane nelle ore di punta del movimento dei pendolari. Una funzione che assume dunque un rilievo di pubblica utilità nel contrastare lo smog e l’aggressione degli agenti inquinanti, con tutte le evidenti conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita nelle città.
La funzione si è modificata anche in forza di successivi provvedimenti normativi e, in particolare, con il recente Decreto Rilancio del 13 maggio 2020 che ha stabilito che le aziende private con più di 100 dipendenti e un ampio novero di enti pubblici debbano obbligatoriamente identificare un mobility manager che ottimizzi gli spostamenti sistematici dei dipendenti riducendo l’uso dell’auto privata attraverso lo strumento del Piano degli Spostamenti Casa – Lavoro (PSCL), già esteso ad aree industriali, artigianali, commerciali, di servizi, poli scolastici e sanitari o aree che ospitano, in modo temporaneo o permanente, manifestazioni ad alta affluenza di pubblico dal Decreto Ministeriale 20 dicembre 2000.

Il concetto di mobilità è in costante e quotidiana evoluzione, e inoltre affonda il suo quadro nozionistico in un ventaglio di competenze davvero molto ampio. Elementi questi che rendono necessario un aggiornamento continuo e una rilevante attività di auto orientamento, ma che giustificano solo in parte la insufficiente attenzione delle istituzioni anche universitarie che in questi decenni non sono riuscite a definire un profilo professionale con dignità accademica.

Ecomobility Master 2020-21

I professionisti impiegati nel settore della mobilità e dei trasporti sono spesso ingegneri che provengono da una formazione specialistica, meccanica o elettrica, con un elevato livello di anzianità che nel tempo ha consentito di completare e affinare le competenze grazie all’esperienza lavorativa sul campo.

Per questo motivo il Master si propone come percorso specifico, benché multidisciplinare, in grado di consentire ai partecipanti di maturare una visione del settore utile a governare da subito le complessità del settore. Per illustrare l’evoluzione, le novità e gli strumenti inerenti la mobilità urbana sostenibile secondo la prospettiva dei tre soggetti determinanti – il lavoratore, l’azienda/ente e la società – ciascuno dei quali deve trarre benefici concreti dal Piano affinché si possa tradurre da una redazione “sterile” ad un documento efficacemente implementato e mantenuto.

In particolare, il Master affronta le tematiche inerenti alla normativa di riferimento, gli strumenti attuali e le migliori prassi per la gestione della mobilità presso le organizzazioni complesse pubbliche e private.

Posto che le diverse formulazioni legislative disegnano almeno due ambiti professionali in funzione dei diversi livelli territoriali di impegno – interno all’ente/impresa/scuola o territoriale d’area – i requisiti fondamentali del Mobility Manager sono sostanzialmente quattro più uno:

  1. la capacità di svolgere i propri compiti in interconnessione costante con le numerose realtà che ruotano attorno alla realtà organizzativa e nel contesto dell’area territoriale;
  2. l’abilità di adattarsi, di cambiare idea e di modificare costantemente la propria prospettiva in funzione delle innovazioni tecnologiche, delle condizioni di contorno e delle complessità di contesto;
  3. saper affrontare le dinamiche organizzative con un approccio olistico e multidisciplinare, integrando le necessarie competenze tecniche e scientifiche con altre “umanistiche” in grado di leggere i fenomeni e gli epifenomeni dell’ambiente in cui si è chiamati ad operare, con particolare attenzione alle attitudini, alle consuetudini, agli atteggiamenti, alle preferenze, alle resistenze al cambiamento, alle dinamiche sociali ed a tutte le altre componenti umane dell’organizzazione;
  4. mettere in campo una solida preparazione, possibilmente accompagnata da una robusta esperienza nei settori dei trasporti, della mobilità, dell’intermodalità e della pianificazione di percorsi e flussi di persone.

Più un requisito fondamentale: non lasciarsi abbattere dagli inevitabili ostacoli che si incontreranno.

I docenti saranno quindi ingegneri, urbanisti, geografi, responsabili della mobilità, architetti paesaggisti, esperti di statistica, esperti di marketing territoriale, esperti di sviluppo locale, esperti di processi partecipativi, sociologi, giornalisti e comunicatori.

Durata, organizzazione didattica, verifiche e prova finale

Il Master ha durata annuale pari a 500 ore di impegno complessivo per il corsista, che si svolgeranno in modalità blended e social learning, con piattaforma accessibile 24 h\24h, articolato in:

  • lezioni frontali in aula;
  • lezioni video e materiale FAD appositamente predisposto;
  • un luogo virtuale per interagire direttamente con gli esperti delle diverse materie;
  • studio dei casi;
  • test di verifica di auto-apprendimento;
  • uscite didattiche.

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti. Per saperne di più, scarica la brochure o contattaci.

EcoMobility Master Brochure

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